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 Oggetto del messaggio: La componente psicologica
MessaggioInviato: ven set 16, 2016 8:31 am 
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Iscritto il: ven set 30, 2011 12:54 pm
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Diversi episodi accaduti nelle ultime settimane hanno confermato che, almeno nel mio caso, la componente psicologica abbia un ruolo importantissimo nell'iperidrosi.

La settimana scorsa ho partecipato ad un corso. La stanza era abbastanza grande e fresca, condizionatori a palla e temperatura probabilmente anche meno di 20 gradi. Eppure, nonostante fossi seduto proprio accanto ad un condizionatore, ho avuto diversi attacchi di iperidrosi. Uno scatenato semplicemente quando qualcuno ha detto che sembrava che i condizionatori si fossero spenti. E' bastato quell'input a scatenare una crisi che ho contenuto con non poca difficoltà, visto che nella stanza faceva davvero freddo.

Dopo qualche giorno, situazione simile. Cena con un collega in un ristorante enorme, non pieno, anche qui con condizionatori a palla. Tutto procedeva bene finché ho pensato: sarebbe davvero imbarazzante cominciare a sudare in una situazione simile. E subito ho pensato alle solite "vie di fuga": visita ai bagni, finta telefonata, etc. Puntualmente, non appena ho cominciato ad avere quei pensieri, é scattata la prima, la seconda ed anche una terza crisi. Due superate solo grazie al mitico fogliettino con cui sventolarsi.

Nelle ultime settimane, in almeno tre occasioni, ero in riunione col mio capo, faccia a faccia. Ne abbiamo fatte centinaia di riunioni cosi'. Eppure ho dovuto inventarmi di tutto per mascherare le crisi che ho avuto.

Ieri passeggiata durante una festa di paese. Non faceva caldo, c'era un bel vento, abbiamo camminato molto. Ovviamente ho sudato ma tutto stava filando liscio, finché non siamo passati in mezzo ad una marea di gente (e in una strada transennata, senza facili vie di fuga). Beh, é bastato solo pensare al fatto di essere in mezzo a tutta quella gente, con la strada transennata, per far scattare una crisi bruttissima.

Sono convinto che, nel mio caso, la componente psicologica contribuisca almeno al 75%. Un altro aspetto importante é la memoria di eventi negativi, dal punto di vista dell'iperidrosi.

La serie di episodi negativi di queste ultime settimane é sicuramente alimentata anche dalla memoria di quegli eventi negativi che si sono susseguiti. Vale anche al contrario: la memoria di eventi positivi (non avere crisi in situazioni a rischio) aiuta ad affrontare altre situazioni a rischio.

Non sono uno psicologo, né sono mai andato da uno psicologo. Questa é la mia esperienza personale: oltre 25 anni di convivenza con l'iperidrosi, di eventi negativi e positivi, di crisi in situazioni impossibili, di trucchi per mascherare le crisi.

Quando ho la sfortuna di attraversare periodi difficili come questo, mi guardo indietro e mi chiedo come sia riuscito a fare cose tipo laurearmi, trovare un lavoro, costruire una famiglia.

Prendiamo la laurea. Mi sono laureato relativamente presto e con un voto non eccezionale. Sono convinto che, se non avessi avuto l'iperidrosi, mi sarei laureato forse uno o due anni prima e con un voto migliore. Ogni esame, scritto e orale, é stata una prova di forza non solo per la difficoltà dell'esame ma anche per il bonus (malus...) aggiuntivo dell'iperidrosi. Combattere col foglio di carta che si bagna allo scritto, avere una crisi nel bel mezzo di un esame orale e, soprattutto, tutto lo stress accumulato nelle fasi di avvicinamento all'esame, pensando "che cosa mi succederà stavolta? Ci sarà l'aria condizionata? Che faccio se...?".

Ripenso anche a tutte le occasioni perse, agli eventi a cui non ho partecipato, al tempo trascorso a casa, solo e sudato.

Quanto mi ha tolto l'iperidrosi? Tantissimo.

Credo anche che mi abbia dato qualcosa: una forza interiore enorme che mi ha consentito di fare quello che ho fatto, nonostante il problema.

Un saluto.

PS: a proposito della recente serie di eventi negativi, ho notato che, nel mio caso, sono più frequenti in questo periodo dell'anno, tra fine estate e inizio autunno. Per me Settembre é sicuramente il mese peggiore dal punto di vista dell'iperidrosi. Non ho mai capito perché, magari altri vivono la stessa situazione?


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 Oggetto del messaggio: Re: La componente psicologica
MessaggioInviato: dom set 25, 2016 10:28 pm 
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Ciao Drops,

mi spiace per il ripetersi del problema negli anni.

Sì ricordo che tipo una decina d'anni fa avevo "battezzato" i mesi di Settembre/Ottobre e di Marzo/Aprile come i peggiori, in quanto di cambio stagione e di repentini passaggi dal freddo al caldo (e ovviamente viceversa). Devo dire però che la mia esperienza va "pesata" col fatto che io sono anche "eritro"; per chi ha *solo* l' "iper" mi sembra in generale i mesi peggiori siano quelli estivi.

Devo dire però che il tuo punto di vista (cioè considerare peggio il sudare quando non c'è una "giustificazione", nel tuo caso climatica) mi pare più simile al mio che alla maggioranza degli iper...

Abax

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 Oggetto del messaggio: Re: La componente psicologica
MessaggioInviato: lun set 26, 2016 4:27 pm 
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Iscritto il: mer ott 15, 2014 10:56 pm
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Drop è vero quello che dici anche a me l iper ha levato tanto , specie quando ero più piccolo che la vivevo in maniera peggiore ,però anche a me ha dato quella forza interiore di cui parli di lottare ogni giorno e mettermi sempre alla prova !
Credo che la mia vita sarebe stata nettamente più semplice senza iper , però oggi guardandomi indietro sono orgoglioso della mia tenacia e dei risultati ragiunti!.
Forse oggi non riuscirei ad immaginarmi una vita senza iper , ormai fa parte di me nel bene e nel male .
Relativamente al fattore psicologico ti dico che l iper è una disfunzione prettamente fisica che ha come conseguenze ripercussioni psicologiche .
È normale che il pensare ad eventi in cui ti sei trovato in difficoltà ti porta a sudare, il punto è che se non ci fosse la patologia alla base di tutto non avresti questi pensieri e non avresti questi attacchi di sudorazione che tanto danno fastidio a noi iperidrotici.
L iperidrosi è una disfunzione infido in quanto per i più non viene considerata una patologia e i soggetti che ne soffrono vengono considerate erroneamente come persone ansiose , insicure e spesso vengono anche schernite. Se ti rompi un braccio , se hai la febbre la gente ti dirà poverino sta male ; se hai l iper invece vieni come ti dicevo visto come uno insicuro e un po schifato! .
Dai in bocca al lupo per la tua lotta quotidiana contro l iper . Non privati mai di mila e mettiti sempre in gioco .
Ciao


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 Oggetto del messaggio: Re: La componente psicologica
MessaggioInviato: sab ott 01, 2016 8:10 pm 
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Iscritto il: dom ott 18, 2015 9:55 pm
Messaggi: 9
Ciao drops e ciao a tutti, grazie per le vostre testimonianze, sono sempre molto preziose.
Anch'io ritengo la componente psicologica fondamentale, nonostante sia una disfunzione fisica. Ma ritengo anche che ci sia una componente psicosomatica, la tendenza a interiorizzare certi problemi che poi in qualche modo "escono", e non è proprio un bene...
Per un carattere emotivo/ansioso accettare un problema così è molto difficile e l'ansia stessa di certa non aiuta, anzi, e sono convinto vadfa a braccetto con l'iperidrosi.
Per quanto mi riguarda, anch'io ho avuto molti problemi nelle relazioni sociali, ritengo anzi che questo problema abbia contribuito al mio carattere schivo ed è per me molto difficile da accettare. In particolare in questo periodo son tornato a dare fin troppa importanza all'iperidrosi, dopo aver passato qualche anno senza pensarci tanto (forse a causa del sovrapporsi di altri problemi, e sento quasi l'obbligo di espormi, con tutte le difficoltà che ben conosciamo).
25 anni comunque sono tanti!....complimenti per tutto ciò che hai realizzato, capisco benissimo le tue difficoltà!
Per quanto riguarda il cambio di stagione, per me non è stato mai un grande problema; l'estate piuttosto spesso mi mette in difficoltà, ma questa non è una novità per noi.
Interessante il discorso sulla memoria degli eventi negativi/positivi, non ci avevo pensato...

Perseveranza è la parola d'ordine! :smile:


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 Oggetto del messaggio: Re: La componente psicologica
MessaggioInviato: lun ott 03, 2016 10:34 am 
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Iscritto il: ven set 30, 2011 12:54 pm
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Grazie a tutti per le risposte molto interessanti.

Si, concordo al 100% col fatto che componente psicologica e fisiologica si "alimentino" a vicenda e ci facciano entrare in un loop da cui è difficile uscire.

Nel mio caso, però, sono giunto alla conclusione che la componente psicologica sia nettamente predominante.

Altro esempio: nelle scorse due settimane sono stato esposto a situazioni davvero "a rischio". Un altro corso molto interattivo in cui ho dovuto fare presentazioni davanti ad una decina di persone, riunioni in cui ho parlato davvero tanto, anche davanti ad una ventina di persone. Il tutto in ambienti per niente semplici, in quanto o l'aria condizionata non c'era oppure funzionava male. Beh, non ho avuto nemmeno una crisi. A differenza di quello che mi era accaduto qualche settimana fa in ambienti freschissimi, con condizionatori a palla. Ecco cosa intendo quando dico che, nel mio caso, la testa fa molto. Il fatto di non aver avuto crisi all'inizio di queste due settimane mi ha dato fiducia (a proposito della memoria degli eventi positivi e negativi...) e mi ha aiutato a non avere crisi nei giorni successivi, nonostante ci fossero tutte le condizioni per averne.

Mi fa molto piacere leggere che altre persone siano diventate "più forti" grazie a questo problema. Riuscire a tirar fuori qualcosa di positivo anche da qualcosa di cosi' negativo, credo sia davvero un grosso traguardo. E sono convinto che chiunque possa (debba) provare a farlo.

Mi piace la parola perseveranza: è ciò che mi ha consentito di vivere finora una vita tutto sommato bella. Certo, spesso con quel tarlo nella mia testa: aah, quanto più facile e bella sarebbe la mia vita senza iperidrosi!

Grazie ancora

ciao


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 Oggetto del messaggio: Re: La componente psicologica
MessaggioInviato: mer ott 05, 2016 9:45 pm 
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Iscritto il: gio dic 14, 2006 3:14 am
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Località: Reggio Emilia
Ciao!

Anch'io ovviamente (da "eritro") ho come componente dominante quella psicologica.

drops ha scritto:
spesso con quel tarlo nella mia testa: aah, quanto più facile e bella sarebbe la mia vita senza iperidrosi!


In effetti questo non è un pensiero che aiuta, visto che credo cmq lo sprone per risolvere il problema non manchi...

ercapo ha scritto:

Se ti rompi un braccio , se hai la febbre la gente ti dirà poverino sta male ;


Io mi son accorto di questo recentemente: devo combattere contro questo desiderio che la gente dica "poverino". Questo, diversamente da quanto dice la gente, secondo me, non si ottiene constatando che "c'è chi sta peggio di noi", e nemmeno frequentando queste persone (magari facendo volontariato, che pure è un'attività che consiglio, ovviamente trovando quello che più fa per noi).
"Poverino il c****!" (pensando a me, dico) sto pensando in questo momento. Ma so che dentro di me è molto difficile togliermi questo desiderio. Insomma m'accorgo che voglio apparire "vittima", che nella mia vita a volte ho fatto in modo che le cose andassero male in modo da incolpare gli altri, quando invece ognuno di noi, persino le persone con handicap che le rendono non-autosufficienti, ha dei margini di manovra. Ho sentito una frase in un film (non un gran che) dove un allenatore dice alla propria squadra: "Non basta meritare qualcosa, bisogna prenderselo". Ecco io ora sto cercando proprio di fare questo: smettere di essere quello che è bravo, buono, bello e simpatico ma non ce la fa perchè non sa stare al mondo, perchè è troppo buono, perchè non sa vendersi, non ha senso della realtà ecc... smettere insomma di dimostrare che meriterei di ottenere dei risultati però, poverino, non riesco, insomma cercare di smettere col "vorrei ma non posso", e cominciare a darmi da fare per ottenere risultati. Ovviamente per motivi etici, sociali, pratici, ecc. non sempre si può ottenere quel che si vuole (e non sempre facciam bene a desiderare quello che desideriamo, ma questo è un altro discorso) ma un conto è darsi da fare per ottenere dei risultati, un altro per far vedere che si meriterebbe ma non si ottiene il risultato; come se una squadra di uno sport non giocasse per ottenere la vittoria sul campo ma quella cosiddetta "morale"...

Abax

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