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MessaggioInviato: gio dic 14, 2006 12:47 am 
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Iscritto il: mer dic 13, 2006 12:50 am
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INDICE DEGLI ARGOMENTI


Ionoforesi
Domande Frequenti
Scelta dell' apparecchio
Apparecchi per Ionoforesi
Come utilizzare un semi professionale
Jonomed Drielle: sostituzione batteria --- Drionic: Attaccarlo alla rete elettrica
Densità corrente e aggiunta sostanze

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IONOFORESI


La ionoforesi è una tecnica che consiste nell' applicare una corrente continua di bassa intensità tramite un generatore di corrente continua alle palme o alle piante dei piedi immerse in una soluzione elettrolitica. La corrente ottura i condotti delle ghiandole sudoripare per un certo periodo di tempo.
Si possono trattare anche le ascelle, tramite l’uso di elettrodi, di solito già forniti insieme con l’apparecchio.
Si è anche parlato (tuttavia pochissime volte) della possibilità di fare la ionoforesi per il viso/fronte, ma non si è mai avuto il riscontro di nessun utente su questo forum, quindi è sconsigliabile l' utilizzo di questa tecnica per il viso, data anche la "delicatezza" della zona che si andrebbe a trattare. Tuttavia se qualcuno l'avesse provata, ci racconti la propria esperienza.
Non si può utilizzare per l' iperidrosi al busto/schiena, all' inguine, alle gambe.


Il trattamento deve essere ripetuto regolarmente nel tempo, e la positività dei risultati non dipende in alcun modo dalla maggiore o minore gravità della propria iperidrosi.
La durata di ogni seduta, e la frequenza (giornaliera, ogni due giorni, etc.), cambiano da apparecchio ad apparecchio, e sono indicate sul manuale di istruzioni. E' importante quindi leggerlo sempre con molta attenzione prima di iniziare le sedute.
La ionoforesi assicura, in media, una ventina di giorni di mani asciutte (statistica ricavata confrontando le esperienze degli utenti del forum. Ricordiamo la soggettività, quindi non prendete il dato come assoluto).
Per i piedi, i giorni di asciutto sembrano notevolmente salire, rispetto alla media-giorni delle mani.
Per le ascelle, non riusciamo, allo stato attuale, a fornire qualche dato che sia un minimo "attendibile" circa la durata degli effetti del trattamento.


Effetti collaterali riscontrabili

  • Arrossamento della pelle, in corrispondenza delle zone trattate
  • Tagliettini sulle mani/piedi durante il periodo del trattamento
  • Pruriti transitori (nelle zone trattate) limitati comunque al periodo di trattamento
  • Possibile intolleranza di mani/piedi alla corrente (cioè, le sedute risultano essere troppo "dolorose" e fastidiose per essere fatte)

Gli arrossamenti si possono lenire facendo uso di crema idratante, da applicare ogni giorno dopo le sedute (oppure prima di andare a dormire nel caso le facciate di sera).
I taglietti e, ad esempio i polsi, vanno coperti con della vaselina (reperibile in farmacia) oppure con del nastro isolante, nel caso si sentano bruciori durante la seduta.
Nel caso dei polsi, è comunque sempre consigliabile spalmare vaselina o mettere nastro isolante, onde evitare arrossamenti non necessari per quella zona, che non è coinvolta nella sudorazione.
Per ridurre al minimo gli arrossamenti, consigliamo di non esagerare troppo con le intensità di corrente (la media delle intensità usate, in base all'esperienza degli utenti, oscilla tra i 5 e gli 8 mA).


Ultima modifica di Admin il mer gen 23, 2008 12:13 pm, modificato 2 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Domande frequenti
MessaggioInviato: sab giu 30, 2012 8:13 pm 
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Iscritto il: sab feb 21, 2009 4:58 pm
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DOMANDE FREQUENTI


  • Indipendentemente dall'apparecchio che usate (Drionic o semi professionale) per trattare le mani servono dalle 7 alle 15 ore (per il primo ciclo) di trattamento per ottenere risultati apprezzabili, le sedute variano dai 30 ai 60 minuti (ovviamente se le fate da 60 minuti serviranno meno sedute).

  • Durante il primo ciclo può capitare che si sudi più del normale e che il sudore sparisca all'improvviso da un giorno all'altro (quindi non scoraggiatevi se all' ottava seduta ancora sudate).
    Può talvolta capitare che l'asciutto completo (cioè sia i palmi e sia le dita) si raggiunga dopo 2-3 giorni dalla fine del ciclo.

  • La ionoforesi non fa male alla salute, se possedete un apparecchio semi professionale e trattate le mani contemporaneamente, cercate di non andare oltre i 12mA, mentre per il drionic si consiglia di utilizzare la massima potenza sopportabile. Per il trattamento dei piedi invece, si possono raggiungere intensità di corrente molto maggiori, dato che la pelle del piede è più dura e molto meno delicata di quella della mano.
    Fare ionoforesi non ha controindicazioni ma vale la pena ricordare in modo esplicito che NON può essere effettuata da portatori di Pace-Maker e da donne in gravidanza.
    Inoltre è fortemente sconsigliata a persone con problemi cardiaci (in questo caso se proprio volete farla, usate un drionic, evitando così il passaggio di corrente per il torace, e quindi per il cuore).

  • Dentro le vaschette va inserita solo acqua di rubinetto, NON serve aggiungere nessun farmaco.

  • La ionoforesi viene utilizzata soprattutto per l'iperidrosi palmare, ma si possono trattare anche i piedi (in questo caso possono servire più ore di trattamento) e le ascelle.
    Esistono inoltre apposite 'maschere' create per il trattamento del viso, ma non c'è alcun riscontro sull'efficacia o meno, nè tantomeno utenti di questo forum che l'abbiano provata.

  • Prima di iniziare una seduta di ionoforesi vanno tolti anelli e bracciali.

  • Al termine del ciclo i risultati possono differire, cioè: può succedere che la sudorazione si blocchi di colpo, oppure che si asciughi subito il palmo, e 2/3 giorni dopo la fine del trattamento si asciughino anche le dita.

  • Dopo aver raggiunto l'asciutto, è necessario mantenere i risultati con delle sedute di mantenimento.
    Quando si comincia ad avvertire un lieve sudore ai polpastrelli (mediamente dopo 18-20 giorni) significa che gli effetti iniziano a svanire, e bisogna iniziare le sedute di mantenimento; in genere ne bastano 3 da 30 minuti (ovviamente il numero di sedute necessarie puo variare da soggetto a soggetto).
    Si può anche aspettare che la mano torni leggermente ad inumidirsi (palmi compresi), e poi iniziare il mantenimento. In genere, in questo caso, bastano 4 sedute da 1 ora per avere di nuovo le mani asciutte.


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 Oggetto del messaggio: Scelta dell'apparecchio
MessaggioInviato: sab giu 30, 2012 8:15 pm 
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Iscritto il: sab feb 21, 2009 4:58 pm
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SCELTA DELL' APPARECCHIO


Questa breve guida è nata per illustrare le varie tipologie di apparecchi per ionoforesi che si trovano sul mercato, in modo da capire qual è il piu adatto alle vostre esigenze, soprattutto tenendo in considerazione il budget a disposizione.
Indipendentemente dall'apparecchio che sceglierete vi consigliamo di rivolgervi ad aziende serie che offrono delle garanzie.
Esistono due tipologie di apparecchi:


  • SPECIFICO PER IPERIDROSI

    Questo tipo di apparecchio (il piu famoso è il Drionic) è uno dei più economici, ma non per questo il meno efficace.
    Di solito funziona a batteria, ma con pochi accorgimenti si può modificare per renderlo funzionante con batterie ricaricabili o a corrente. (vedi sotto per le modifiche per attaccarlo alla corrente)
    Il suo uso differisce lievemente da quello dell'apparecchio semi professionale perchè il passaggio di corrente non avviene da mano a mano ma solo da palmo a dita, è necessario quindi una potenza minore (circa la metà). Unico neo di questo tipo di apparecchi e' che bisognano di un minino di manutenzione in più rispetto agli altri (c'è da sostituire le placchette, i feltrini) ma sono di facile sostituzione.
    Sono comunque efficaci, e portano al completo risultato.


  • SEMI PROFESSIONALE

    Apparecchi di questo tipo (il più famoso e usato è lo Jonomed Drielle) possono offrire un'ottima resistenza e praticità, come per esempio una batteria a lunga durata oppure direttamente la presa a corrente, si utilizzano le vaschette di alluminio dove si può immergere tutta la mano, evitando cosi di invertire la posizione, molti sono veramente robusti e resistenti, caratteristica molto importante se si tiene in considerazione che questo apparecchio va usato per tutta la vita, o comunque per un periodo decisamente lungo. Tutti questi pregi ovviamente si pagano, infatti i prezzi partono da 250 euro e possono arrivare anche ai 400-600. Prima di procedere all'acquisto è importante controllare che nelle caratteristiche tecniche sia riportata una corrente di circa 20mA (andrebbe bene anche meno, ma meglio andare sul sicuro) in caso contrario potete sempre telefonare all'azienza e chiedere di farvi fare una modifica per correnti di almeno 20mA (io feci cosi con il panacea). Generalmente questi apparecchi non fanno solo ionoforesi, ma anche altre terapie come per esempio elettrostimolatore (ma a noi ovviamente interessa la ionoforesi).


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 Oggetto del messaggio: Apparecchi per Ionoforesi
MessaggioInviato: sab giu 30, 2012 8:15 pm 
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APPARECCHI PER IONOFORESI



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MessaggioInviato: sab giu 30, 2012 8:16 pm 
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COME UTILIZZARE UN SEMI PROFESSIONALE


  • PREPARAZIONE

    • Collegare gli elettrodi (oppure i "coccodrilli") al vostro apparecchio, in genere si ha un morsetto rosso e uno nero, oppure uno solo da dove escono due fili.

    • Procurarsi due vaschette di alluminio (tipo quelle che si utilizzano per cucinare cibi nel forno) e riempirle d'acqua quanto basta per immergere la mano. Deve essere immerso solo il palmo della mano, e non anche il dorso, ovviamente. [Foto 2]

    • Dopo di che servono due spugne da inserire nelle vaschette (quelle sottili di cellulosa che si usano per pulire, tipo Vileda o similari). Oppure inserite le spugne che sono già in dotazione col vostro apparecchio. [Foto 1]

    • Collegare gli elettrodi alle vaschette (quello nero ad una vaschetta e quello rosso all'altra, non è importante l'ordine). Per quelli a coccodrillo basterà semplicemente agganciarli al bordo delle vaschette, gli elettrodi vanno invece immersi nell'acqua. [Foto 1]

    • Adesso non resta altro che mettere le mani (o i piedi) a mollo sopra le spugnette, accendere l'apparecchio e regolarlo all'intensità desiderata. [Foto 2 e 3]


    Immagine [Foto 1]



    Immagine [Foto 2]



    Immagine [Foto 3]

    Fonte immagini: bielsan.com



  • COME FARE LE SEDUTE

    • Le sedute si possono fare da 30 a 60 min, ovviamente facendo sedute da 60 min al giorno, ci vorrà meno tempo per raggiungere l'asciutto.

    • Avendo un apparecchio semi professionale è importante invertire la polarità a metà seduta. Se per esempio si fanno sedute da 60 min, è necessario invertire i coccodrilli o gli elettrodi dopo 30 min (in poche parole o scambiate le vaschette, cioe mettete la mano sinistra nella vaschetta dove prima c'era la destra e viceversa, oppure invertite i fili).


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MessaggioInviato: sab giu 30, 2012 8:17 pm 
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SOSTITUZIONE BATTERIA JONOMED DRIELLE


Per sostituire la batteria potete rivolgervi direttamente alla Bielsan.
Ma, su loro stesso suggerimento - per risparmiare tempo e denaro - potete sostituirla voi stessi, seguendo il link sottostante con le istruzioni.
Ringrazio Fast per averlo postato, e la Bielsan come sempre per la gentilezza, onestà e disponibilità nell'avercelo fornito.


E' una normale batteria sigillata al piombo da 6V 1.2Ah (si trova anche da 1.3Ah, va bene anche questa).
Si può acquistare nei negozi che vendono materiale elettrico, o nelle catene tipo Melchioni o GBC.
Se abitate a Milano e dintorni, da GDT Elettroforniture dovreste trovarla.
Oppure la si può acquistare su internet:


La batteria è altamente inquinante, dopo la sostituzione ricordate di smaltirla correttamente :!:



ATTACCARE IL DRIONIC ALLA RETE ELETTRICA


Come molti sapranno, il Drionic funziona con le pile.
Se volete modificarlo in modo da poterlo attaccare alla presa della corrente elettrica, visitate il sito che segue. E' in inglese. Ringrazio molto Glis per la segnalazione.



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MessaggioInviato: sab giu 30, 2012 8:18 pm 
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DENSITA' DI CORRENTE E AGGIUNTA DI SOSTANZE


Inseriamo qui di seguito parte di una serie di mail intrattenute con un tecnico di apparecchi elettromedicali che riteniamo possano essere molto utili, non che sicuramente chiarificanti e esplicative, riguardo ad alcune delle perplessita' che gravano su coloro che iniziano o praticano la ionoforesi.
Il tecnico dell' azienda ******* mi ha autorizzato ad inserirle nel forum in attesa di raccoglierle anche nel loro sito e visto si tratta di considerazione generiche penso che valga la pena di anticiparle qui:


  • INTENSITA' DI CORRENTE

    Quello che conta per la terapia non è la corrente totale, ma la densità di corrente, ovvero la corrente totale divisa per la superficie di pelle esposta alla corrente stessa (questo sempre contando sul fatto che lo strumento utilizzato garantisca quanto segnalato).
    In pratica, utilizzando 5-7 mA su un piede di una ragazza di taglia 38, si può ottenere la stessa densità (o anche superiore) che si otterrebbe con 15 mA totali suddivisi sulla superficie totale di pelle di un piede di taglia 45 (la superficie di pelle aumenta moltissimo in relazione alla grandezza del piede: per semplificare, un piede più lungo del 20% può avere una superficie di pelle maggiore del 40%). Non si tratta ovviamente di calcoli precisi, ma comunque rendono l'idea.
    Lo stesso discorso vale ovviamente per la mano.


  • IMPEDENZA

    Per quanto riguarda la corrente di uscita e' da tener presente che questo dato in sè non è sufficiente per una valutazione "comparativa". Bisogna infatti considerare che questo dato è significativo solo se accompagnato dall'indicazione dell'impedenza di carico massima, ovvero, nel caso specifico, alla resistenza della pelle e dei tessuti del circuito.
    Se uno strumento può erogare 40 mA su un carico massimo di 500 ohm, in effetti se la pelle presenta una resistenza di 1000 ohm, la corrente effettiva risulta molto più bassa.


  • SOSTANZE DISCIOLTE IN ACQUA

    La corrente elettrica introduce un cambiamento negli equilibri ionici di una soluzione, inducendo in molti casi reazioni chimiche in soluzioni che sono altrimenti inerti, oppure accelerando reazioni che avvengono in tempi lunghissimi.
    In una soluzione di acqua e comune sale (cloruro di sodio) ad esempio, la corrente elettrica trasforma il sodio ionico in sodio metallico, che reagisce istantaneamente con l'acqua, formando idrossido di sodio (soda caustica). Lo stesso accade per il cloro, che in parte si libera nell'aria e in parte può reagire con il sodio formando ipoclorito (candeggina).
    In buona sostanza, se la concentrazione di sale è minima, il fenomeno non è forse percepibile, ma se la quantità è rilevante si possono provocare danni alla pelle.
    In ambito industriale un metodo di produzione della soda caustica e della candeggina usa proprio i campi elettrici.
    Naturalmente nel caso della ionoforesi, date le basse correnti in gioco, queste reazioni non producono alte concentrazioni di sostanze dannose, anche in presenza di alte concentrazioni di sale, tuttavia la quantità prodotta può essere più che sufficiente a creare dei problemi.
    Lo stesso vale per altre sostanze, es. antitraspiranti, che vanno messi *dopo*, non prima del trattamento.
    Nel caso dell'aceto il problema è meno rilevante, perché è meno attivo rispetto alla corrente e comunque i sottoprodotti della reazione non sono così "caustici", ma in ogni caso se l'apparecchio è buono, non c'è nessuna necessità di aggiungere sostanze all'acqua.
    La vaselina è invece del tutto inerte rispetto alla corrente (come anche la maggior parte dei grassi).


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