domanda & risposta

Paura di arrossire, esperienze a confronto tra chi soffre di questo disturbo.

Moderatore: abax

domanda & risposta

Messaggioda mk » gio nov 29, 2007 12:12 am

Ciao a tutti, girando per la rete ho trovato un bel domanda&risposta tra un eritrofobico ed un dottore.
Non so se qualcuno l'abbia già postata, comunque eccola qua:

Caro dott. A.,

ho letto l'articolo "impariamo ad amare la forza" in cui lei sostiene che per essere felici è essenziale avere una forza di volontà anevrotica tale da permetterci di essere liberi di fare ciò che amiamo. Sono pienamente d'accordo su quanto lei afferma, ma in realtà non riesco a metterlo in pratica. Io soffro di eritrofobia: ho una paura matta di arrossire in pubblico! In realtà il solo fatto che ci sia una possibilità su mille di arrossire mi terrorizza ed è la semplice paura di arrossire che già di per se mi fa arrossire! È un circolo vizioso: nel mio caso arrossire significa comunicare agli altri (in maniera non verbale) "Mi arrendo! Getto via le mie armi basta che non mi attacchiate!Basta che non mi giudichiate se divento rosso!". Così la semplice paura di arrossire mi fa diventare rosso! (Non mi riesco a spiegare meglio purtroppo, cerchi un po' lei di interpretare: è davvero difficile da spiegare in quanto è totalmente illogico!). Come posso fare per vincerla? Basta creare le premesse per fare una figuraccia (che appunto consiste nell'arrossire pubblicamente)? In realtà ho provato a farlo ma non è servito a nulla. È più forte di me: arrossire mi fa sentire una nullità! Tengo troppo alla mia immagine! Come se la mia immagine fosse essenziale! Ho capito col tempo che è soltanto deleteria in quanto mi ha rovinato la vita: non posso andare a parlare con una ragazza, non posso andare in pizzeria con gli amici perché ho paura di arrossire a tavola da un momento all'altro, non posso andare a comprarmi un vestito.......e un milione di altre cose! Un vero e proprio inferno! Un "castigo di Dio"! Ma ora basta voglio smetterla di essere un cacasotto! Il problema è che appena provo a dialogare con qualcuno mi viene un blocco e non so più cosa dire! Cosa devo fare?



Quando si ha un problema occorre studiare sé stessi per capire qual è la causa scatenante. In realtà il tuo non è un problema di forza di volontà (probabilmente sei in grado di averla in tutta una serie di occasioni), quanto di autostima. Nel mio libro Hard People - La felicità è possibile elenco una serie di "regole" per vivere bene. Spesso il soggetto ne segue il 90%, il 10% lo ritiene inutile e conclude: "praticamente sono le stesse cose che dico io e allora perché vivo male?" Risposta: perché sono proprio le 10 regole che non segue che lo fanno vivere male. Anzi a volte ne basta UNA per rendere infelice la nostra vita. Leggendo la tua e-mail è chiaro che: TU TEMI IL GIUDIZIO ALTRUI. Infatti come soluzione pensi di "creare le premesse di una figuraccia". Poi continui dicendo che TIENI TROPPO ALLA TUA IMMAGINE. In sostanza tu arrossisci e continuerai ad arrossire finché non ti stimerai abbastanza da fregartene di ciò che gli altri pensano di te. Esempio. Se ti piace una ragazza, basta dirglielo. Se inconsciamente il suo eventuale rifiuto lo paragoni a una condanna della tua persona, sicuramente arrossirai, ma se il suo rifiuto lo vedi come una cosa normale che può essere addirittura positiva (ti fa un favore perché ti fa capire che non siete fatti l'uno per l'altra) non avrai difficoltà a parlarle. La tua immagine non la creano gli altri, non esistono figuracce, successi o insuccessi. Viviamo in un mondo dove i media ci fanno credere che una persona esiste solo se è famosa. Idiozie per ragazze che sognano di fare le Veline. Tu esisti perché hai un valore dentro di te, nei tuoi sentimenti, nei tuoi pensieri e nelle tue azioni. Queste sono le cose che contano, non il giudizio altrui.
Devi capire che la tua eritrofobia è la condanna per pensare che gli altri abbiano il diritto di giudicarti.
Non ti conosco abbastanza per essere preciso, ma a sostegno della mia ipotesi ti dico che
chi ha autostima di sé non ritiene l'eritrofobia o altre manifestazioni simili un problema.
Si arrossisce? E che problema c'è? (questo è una delle cose che devi cambiare nella tua visione del mondo) Tu ora sei convinto che questo sia un sintomo di debolezza, sia una figuraccia e questo vuol dire forse stimarsi? No, significa avere una concezione del mondo dove esistono le figuracce, il che è il segno più evidente di essere sempre sotto la spada di Damocle del giudizio altrui. Se vado a comprare un paio di scarpe e mentre tolgo le vecchie per provarle ho un calzino bucato, alcuni pensano che, di fronte al commesso, io stia facendo una figuraccia. A me invece non importa nulla perché avere le calze bucate non cambia la stima che ho di me (ho tratto questo esempio da un racconto di Virgilio Lilli in cui l'autore ospitato da una famiglia giapponese, togliendosi le scarpe per entrare in casa, si accorge di avere un calzino bucato. Il suo tentativo di nascondere la cosa lo rende oltremodo patetico, finché il saggio padre di famiglia gli dice apertamente che un calzino bucato nella loro concezione orientale della vita non conta nulla!).

Quindi tu "razionalmente" puoi pensare di stimarti, ma la tua autostima è fragile, sempre a rischio di figuracce, sempre dipendente da come ne esci dal confronto con gli altri. Il bello è che questo confronto non deve esistere né per te né per gli altri. In altre parole finché ti preoccuperai di arrossire, arrossirai, finché pensi che esistano le figuracce i tuoi occhi vedranno sempre un mondo di esaminatori. Finché ti preoccuperai della tua immagine, di come appari invece di come sei, il tuo resterà un problema.

Rispondendo direttamente alla tua domanda:


Per riuscire a imporre al tuo inconscio di pensare "il mio valore non dipende dal giudizio altrui" devi capire che le figuracce non esistono. Sono come le streghe cattive, da adulti solo gli stupidi ci credono. Se parlo con te che tu arrossisca o meno non m'importa granché, mi importa il colore del tuo cervello, non quello della tua pelle.
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